CORSO DI RECITAZIONE
Be Talent Actors Training Program
18+ anni
Cosa Imparerai
Imparerai a sviluppare ascolto, presenza scenica, immaginazione e capacità di relazione. Lavorerai sulla costruzione del personaggio, sull’analisi del testo, sull’improvvisazione e sul linguaggio delle emozioni, acquisendo strumenti concreti per affrontare il lavoro dell’attore nel cinema e nel teatro.
Approfondirai il linguaggio della macchina da presa, il funzionamento del set, la preparazione ai casting e ai selftape, sviluppando una maggiore consapevolezza del tuo strumento espressivo: corpo, voce ed energia.
QUANDO
LUNEDÌ ore 10-13 / MARTEDÌ ore 17-20 / GIOVEDÌ ore 18-22
INIZIO CORSO
LUNEDÌ 5 OTTOBRE
FINE CORSO
GIOVEDÌ 2 LUGLIO
MESI TOTALI
9
NUMERO INCONTRI
108
ORE DI LEZIONE
361. Pausa dal 23/12 al 06/01
COSTO
1.413 € - 157 € al mese + 50 € di Iscrizione "UNA TANTUM"
Puoi iscriverti anche ad anno in corso previa valutazione e lezione di prova
SCONTO 15%
Se paghi in un'unica soluzione o max in due rate.
SCONTO 15%
Se sei un attore ed hai già partecipato ad un corso puoi abbonarti con il -15%
SCONTO 10%
Porta un amico. Massimo 4 amici (40%). Promo valida anche ad anno in corso.
SCONTO 10%
Se ti iscrivi entro il 31 Luglio.
PRENOTAZIONI GRATUITE
Hai 2 prenotazioni gratuite della sala al mese, della durata di 1 ora e 15 minuti.
OPPORTUNITÀ
Hai la possibilità di frequentare gratuitamente il corso minori 8-12 anni del sabato mattina dalle 10:30 alle 12:30
Il nostro approccio
Essere attori non significa imparare a fingere delle emozioni. Significa imparare a vivere autenticamente delle circostanze immaginarie. Il percorso della Be Talent Academy nasce dall’incontro di professionisti del cinema, del teatro e della produzione audiovisiva, uniti da una visione comune: formare attori autentici, consapevoli e preparati ad affrontare il lavoro professionale. La nostra didattica integra differenti metodologie attoriali contemporanee: dall’Acting per la Macchina da Presa all’approccio immaginativo di Stella Adler, dalla ricerca sull’ascolto e sulla relazione sviluppata da Sanford Meisner fino al lavoro sul corpo, sulla voce e sulla presenza scenica ispirato a Jerzy Grotowski.
Attraverso esercizi pratici, improvvisazioni, lavoro sulle scene, training fisico e vocale e simulazioni di set, ogni allievo svilupperà strumenti concreti per costruire interpretazioni autentiche e personali, sia davanti alla macchina da presa che sul palcoscenico.
Perché il nostro obiettivo non è semplicemente insegnare a recitare, ma accompagnare ogni attore nella costruzione della propria identità artistica e professionale.
Perché scegliere noi
Perché avrai la possibilità di confrontarti con professionisti che lavorano quotidianamente nel cinema, nella televisione, nel teatro e nella produzione audiovisiva, entrando in contatto con approcci differenti ma complementari.
Durante l’anno il percorso sarà arricchito da incontri con registi, casting director, produttori, agenti e attori professionisti che condivideranno con gli allievi la propria esperienza e il proprio metodo di lavoro.
Molti di questi incontri non saranno annunciati in anticipo. È una scelta precisa: crediamo che l’attore debba imparare a lavorare con autenticità e disponibilità, senza lasciarsi condizionare dal desiderio di apparire. Per questo cercheremo spesso di prenderci e di prendervi in contropiede.
Come nella vita. Come nell’arte.
CHIEDI INFORMAZIONI
Il mio obiettivo è aiutarti a esprimere il meglio di te davanti alla macchina da presa, che si tratti di un self-tape o di un set cinematografico. Ogni contesto ha il suo linguaggio: imparare a conoscere la camera e a utilizzarla consapevolmente è una delle competenze più importanti per un attore.
Lavoreremo sulla libertà espressiva e sulla capacità di vivere realmente il presente della scena, sviluppando autenticità e spontaneità. Il metodo integra diversi approcci alla recitazione, con una forte influenza del lavoro di Stella Adler e della sua attenzione all’immaginazione come strumento creativo. Attraverso esercizi pratici esploreremo circostanze, obiettivi e azioni del personaggio, rendendolo vivo e concreto.
Una parte fondamentale del percorso sarà dedicata all’ascolto e alla capacità di reagire in modo autentico agli stimoli della scena e ai partner. Affronteremo inoltre quei blocchi personali che spesso limitano la libertà espressiva, ampliando la gamma emotiva e relazionale dell’attore.
L’azione prima dell’emozione
Grande attenzione sarà dedicata all’azione scenica. L’attore deve sempre mettere l’azione davanti all’emozione: non interpretare il risultato emotivo, ma perseguire un obiettivo concreto. È l’azione a generare l’emozione, non il contrario.
Per questo è importante evitare due trappole molto comuni: il vittimismo e il giudizio. Nessuno vive la propria storia pensando di essere la vittima o l’antipatico della situazione. Se l’attore si limita a rappresentare questi aspetti dall’esterno, il personaggio perde complessità e il pubblico fatica a entrare in relazione con lui. Anche i personaggi più difficili combattono per qualcosa che, ai loro occhi, è giusto o necessario. Il compito dell’attore non è giudicare il personaggio, ma comprenderlo e difenderlo, cercando sempre la sua umanità.
Verso il set
Il percorso si avvicinerà progressivamente alle dinamiche reali di un set: le scene verranno girate e riviste al monitor, permettendo all’attore di comprendere come il proprio lavoro arrivi davvero allo spettatore. Pur all’interno di un gruppo, ogni partecipante seguirà un percorso personale, con un’attenzione costante alle proprie esigenze artistiche e professionali.
Accanto alla tecnica attoriale, esploreremo anche il funzionamento dell’industria audiovisiva: posizionamento, identità artistica e strumenti per orientarsi nel mercato. Perché la recitazione è arte. Ma è anche professione.
L'ATTORE ORGANICO
Metodo di lavoro e ricerca attoriale di Lucia Ceracchi
Il percorso nasce da una ricerca pluriennale sul metodo Meisner e da un’esperienza professionale maturata tra teatro, cinema e televisione. Al centro del lavoro non c’è la ricerca del risultato, ma la costruzione di un attore presente, disponibile e organico: un interprete capace di ascoltare, reagire e vivere autenticamente all’interno delle circostanze della scena.
L’attore organico non mostra, non forza, non dimostra: vive.
Il lavoro si fonda su alcuni principi essenziali: ascolto, presenza, relazione, comportamento autentico e comprensione delle circostanze date. Attraverso esercizi, improvvisazioni e lavoro sulle scene, gli allievi sviluppano la capacità di rimanere nel momento presente, spostando l’attenzione da sé all’altro e imparando a rispondere in modo spontaneo e credibile agli stimoli ricevuti.
Particolare attenzione sarà dedicata alla costruzione dello strumento attoriale attraverso il lavoro sul corpo, sulla voce, sull’articolazione e sulla prossemica, affinché ogni interprete possa sviluppare consapevolezza del proprio linguaggio espressivo e della relazione tra spazio, azione e comportamento.
Il percorso affronta inoltre il vocabolario emotivo dell’attore, inteso non come ricerca di emozioni da esibire, ma come studio degli stati umani e delle dinamiche che governano il comportamento. L’analisi del testo, la comprensione delle circostanze, la costruzione del personaggio e il lavoro sulle scene diventano così strumenti per indagare la natura umana e trasformarla in azione scenica credibile.
L’obiettivo finale è formare interpreti consapevoli, autonomi e professionali, capaci di affrontare il lavoro artistico con competenza tecnica, disponibilità umana e una profonda comprensione del comportamento umano. Perché il compito dell’attore non è mostrare emozioni, ma vivere esperienze autentiche all’interno di circostanze immaginarie e renderle credibili agli occhi dello spettatore.
Recitare: Ascolto, Corpo, Creatività
“Recitare: ascolto, corpo, creatività” è un laboratorio intensivo per attori e aspiranti tali che esplora la recitazione come pratica di presenza, ascolto e trasformazione corporea.
Attraverso esercizi di riscaldamento fisico, giochi di fiducia e training emotivo con supporto musicale, i partecipanti impareranno a destrutturare le proprie corazze mentali e a riconnettersi con il proprio corpo come strumento per la scena.
Il corso combina l’analisi drammaturgica di scene (per provino o per sceneggiatura) con lo studio pratico di estratti cinematografici e televisivi, insegnando a definire il percorso del personaggio attraverso le domande “chi sono ora”, “da dove vengo” e “dove vado”.
Sessioni di costruzione del personaggio e improvvisazione potenzieranno la creatività e la capacità di gestire imprevisti davanti alla telecamera o alla platea, trasformando blocchi e inibizioni in risorse espressive.
Il corso si propone di fornire agli allievi sicurezza scenica, capacità d’ascolto autentico e strumenti concreti per affrontare provini e performance con consapevolezza e libertà espressiva.
La maggior parte delle scuole insegna a costruire un personaggio.
Noi partiremo da una domanda diversa: Chi sei quando smetti di recitare?
Prima del personaggio esiste un essere umano.
Con le sue fragilità, i suoi desideri, le sue paure, i suoi conflitti e le sue contraddizioni.
Ogni grande interpretazione nasce da lì.
Durante questo percorso annuale non lavoreremo soltanto sulla tecnica attoriale, ma sulla capacità di osservare, comprendere e trasformare l’esperienza umana in espressione artistica.
La recitazione non verrà affrontata come imitazione ma come atto di verità.
Il corso nasce dall’incontro di quattro prospettive professionali che fanno parte del mio Back ground.
L’Attore: Per sviluppare presenza, ascolto, immaginazione, spontaneità e libertà espressiva.
Il Regista: Per comprendere come nasce una scena, cosa cerca una macchina da presa e come raccontare una storia attraverso il comportamento umano.
Lo Sceneggiatore: Per imparare a leggere il sottotesto, gli obiettivi nascosti, i conflitti e le trasformazioni dei personaggi.
Il Creative Producer: Per comprendere il funzionamento dell’industria audiovisiva e costruire una carriera artistica consapevole.
L’obiettivo del corso non è insegnare a fingere ma bensì Insegnare a comprendere.
Perché il pubblico non si innamora dei personaggi.
Si innamora dell’umanità che riesce a riconoscere dentro di loro.
Ed è proprio lì che nasce la vera recitazione.
Noi non formiamo semplici interpreti. Formiamo artisti completi.














